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Ecocucina trasloca su D di Repubblica

22 febbraio 2015

Cari amici di Ecocucina, ci valigiesiamo, sto facendo le valigie. Ecocucina trasloca su D di Repubblica e questo è l’ultimo post che pubblicherò nella vecchia casa digitale che insieme animiamo dal 2009. Potrete leggere la nuova Ecocucina da Lunedi 23 febbraio 2015 a questo indirizzo. Tanto cambierà (spero in meglio) e tanto resterà uguale. Cambierà la frequenza con cui aggiornerò il blog: supererò la mia pigrizia e da qualche aggiornamento mensile di oggi passerò a 5 post alla settimana, su tanti diversi modi di vedere il fantastico mondo dell’ecocucina, da recensioni di libri e ristoranti a tante novità e notizie, fino alle immancabili ricette. Anche con tanti video che girerò per raccontarvi quanto possiamo cambiare il nostro modo di vivere a partire da ciò che mangiamo. Non cambierà per nulla l’attenzione che ho per i vostri commenti e le vostre segnalazioni. Ne vedremo delle belle!

Lisca

La cucina può dare la felicità? #Ecocucina

16 febbraio 2015

image001La cucina, ma in particolare l’Ecocucina può renderci più felici e farci stare meglio con noi stessi? Proverò a rispondere a questa domanda domani all’Accademia della Felicità, il centro italiano autorizzato da Action for Happiness alla divulgazione di percorsi specifici legati alla felicità come il programma “Le 10 chiavi per una vita più felice”:

Giving : Dare – Fare qualcosa per gli altri

Relating : Relazionarsi – Relazionare con le persone

Exercising : Esercitarsi -Prendersi cura del proprio corpo

Appreciating : Apprezzare -Apprezzare il mondo che ci circonda

Trying out : Provare – Imparare – sempre cose nuove

Direction : Obiettivo – Avere obiettivi da raggiungere

Resilience : Resilienza Trovare – le risorse utili per fronteggiare le avversità

Emotion : Emozione – Avere un atteggiamento positivo

Acceptance : Accettarsi – Accettarci per come siamo

Meaning : Dare senso – Essere parte di qualcosa di più grande

A me sicuramente l’Ecocucina ha reso più felice, anche se molto più impegnata..;)

Riuscirò ad essere infettiva come l’influenza in questa stagione e trasmettervi un pizzico di voglia di cambiare approccio al cibo e magari un pizzico di felicità in più? Senza dubbio non risparmierò nemmeno una briciola della mia voglia di sperimentare e condividere queste idee con più persone possibile.

Siete curiosi? Venite domani all’Accademia della Felicità, alle 19 in Corso di Porta Romana 100 a Milano (ingresso gratuito).

Lisca

#IdentitàNaturali il SUCCO della cucina eco&salutare a #IGmi15

7 febbraio 2015

Sono pronta! Domani mi aspetta una lunga giornata sul palco di Identità Naturali, anche quest’anno avrò l’onore e il piacere di presentare la giornata dedicata all’alimentazione sana e sostenibile di Identità Golose Milano. L’appuntamento è in Sala Blu 2 dalle 10.15 alle 19 circa. Purtroppo mi perderò l’apertura del Congresso da parte di Pietro Leemann, chef che ha sempre molto da dire sulla cucina naturale, me lo racconterete voi?

La giornata di Identità Naturali sarà inaugurata invece dalla chef e pasticcera Loretta Fanella (Borgo San Jacopo, Hotel Lungarno, Firenze) “Un dolce risveglio per tutti” da cui non vedo l’ora di farmi stregare/svegliare con le sue creazioni buonissime e sempre sorprendenti. Quest’anno Loretta proporrà dolci adatti anche a chi ha intolleranze perché un almeno un dolce risveglio non si nega a nessuno.

Loretta Fanella

Sono veramente curiosa di chiacchierare poi con Simone Salvini (Chef Organic Academy) perché abbiamo una grande passione in comune “Il magnifico mondo dei legumi”, spero la sua passione sia contagiosa e vi prenda anche a voi la legumi-mania.Viva gli chef che hanno il coraggio di portare sul palco di un congresso come Identità ceci, fagioli, lenticchie..

Simone Salvini

“Il tempo che trasforma: fermenti, funghi e alghe” è il titolo della mia guru Daniela Cicioni (Chef e consulente vegana e crudista), che porterà sul palco i suoi fermentati e fermentini. Ogni volta che la sento rimango illuminata dalla carica innovativa della sua cucina ma anche conquistata dai suoi modi semplici e gentili.

Daniela Cicioni – Foto di Brambilla e Serrani

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Sei consigli per azzerare gli sprechi alimentari – 5 febbraio Giornata Nazionale contro lo spreco

5 febbraio 2015

convegno 5 febbraioAmici di Ecocucina,

oggi è il 5 febbraio e ricorre la seconda “Giornata nazionale contro lo spreco alimentare”, istituita dal Governo Italiano. Mentre a Palazzo Marino a Milano è in corso la Conferenza “Web e reti sociali contro lo spreco alimentare, verso EXPO 2015” aggiungo anche il mio contributo non istituzionale per la lotta allo spreco quotidiano. Tra I relatori della conferenza gli amici di Banco Alimentare e delle app Breading App, S-Cambia cibo e MyFoody.

Un numero abbastanza impressionante legato allo spreco di cibo è che questo contribuisce all’emissione di 3,3 MILIARDI di Tonnellate di CO2 in atmosfera con i relativi e conseguenti effetti sul clima.

Ma cosa sono le cose più importanti che possiamo fare a livello domestico per buttare via meno possibile e quindi essere un po’ più sostenibili?

#Ecocucina 6 consigli per azzerare gli sprechi alimentari domestici:

1) COMPRARE MENO, ovvero solo quello che davvero serve. è una lotta quotidiana contro il proprio istinto alle scorte…lo so bene, ci combatto anche io tutti I giorni, ma proviamoci e ricordiamoci che per fortuna il cibo abbonda e non ci sono guerre alle porte

2) LATO B, Imparare a usare anche le parti meno nobili di ogni alimento: Ortaggi e Frutta: bucce, gambi, foglie, baccelli e torsoli per i vegetali. Pesce e crostacei: Teste, pelle, carapcace, lische. Carni: ritagli, parti grasse, ossa. Formaggi: croste.

3) SOTTOPRODOTTI, Valorizzare anche i sottoprodotti delle ricette, quasi tutte ne hanno almeno uno..ad esempio le acque di cottura della pasta o dei legumi, ma anche il grasso del brodo, lo scarto del centrifugato.

4) CONSERVARE, per non accorciare la vita dei prodotti conserviamoli nel posto più idoneo: l’olio, le conserve e la maggior parte degli alimenti vanno tenuti in un mobile al fresco, al buio e lontano da fonti di calore o umidità, quindi NO il pensile accanto ai fornelli….teoricamente la dispensa non dovrebbe essere in cucina così come il mobiletto dei medicinali non dovrebbe stare in bagno, entrambi due luoghi molto caldi e umidi.

4) SCADUTI, imparare a riconoscere quando un cibo deve essere per forza buttato o se invece può essere ancora consumato. L’olio rancido non va consumato e al limite si può usare per nutrire e impermeabilizzare il legno dei taglieri. Le uova scadute si possono consumare entro 2-3 giorni dalla scadenza cuocendole e non a crudo. Il latte fatelo bollire e verificate che non si formino grumi dopo aver raggiunto l’ebollizione se non ha odore e gusto sgradevole può essere consumato. Le conserve devono essere ancora sottovuoto e conservate al buio e al fresco. Prodotti da forno come i biscotti dopo la scadenza perdono fragranza ma sono ancora buoni e sono ad esempio perfetti per preparare crumble, un dolce al cucchiaio o la base di una cheesecake. Se poi pasta, farine e riso sono stati attaccati da parassiti come la calandra del grano fateci un bel piatto unico proteico ;) Scherzo, in quel caso a meno che non siate patiti consumatori di insetti purtroppo si butta e non si recupera, meglio prevenire la formazione di parassiti conservando tutto sottovuoto.

5) RECUPERARE I DISASTRI, capita a tutti di sbagliare una ricetta o magari semplicemente di dilungarsi al telefono con un’amico mentre la pasta scuoce o le verdure in forno si bruciano. A quasi tutti i disastri si può porre rimedio sia quando le cose si bruciano, si stracuociono o magari restano crude. A brevissimo una rubrica settimanale proprio dedicata a questo tema.

6) AVANZI, imparare a recuperare e riciclare gli avanzi. Ci sono tantissimi piatti semplici e perfetti come salvacena che si possono preparare proprio partendo dagli avanzi cotti di pasta, riso, verdure, carni, pesci. Provate ad esempio a trasformarli in gratin, sformati, omelette, curry e altri.

Oggi è la giornata migliore per cominciare!

Lisca

 

 

Sottovalutati in cucina – l’acqua di cottura dei legumi

29 gennaio 2015
Immagine di Claudia Castaldi, foodstyling Roberta Deiana - Ecocucina - Gribaudo 2012

Immagine di Claudia Castaldi, foodstyling Roberta Deiana – Ecocucina – Gribaudo 2012

Quest’anno vorrei fosse un anno di ritorno alle cose semplici, che fanno stare bene e che hanno un senso. Voglio condividere con voi il piacere di mettere in acqua una tazza di fagioli, cuocerla lentamente in pentola con una carota e una cipolla. Scolare e gustare i fagioli per poi concentrarsi anche su un fantastico sottoprodotto, l’acqua di cottura, un ottimo brodo o comunque un’ottima base per altre ricette.

L’acqua di cottura dei legumi, come anche quella della pasta, del riso, delle verdure sono tra gli ingredient più sottovalutati in cucina perchè sono delle basi perfette per zuppe, minestre e brodi. Oggi mi concentrerò su quella dei legumi perchè ho scoperto esserci persino leggende metropolitane che la riguardano.

Perché spesso buttiamo via l’acqua di cottura dei legumi? Ho fatto un piccolo sondaggio tra parenti e amici, ecco le risposte che ho ottenuto:

1) Non mangio legumi

2) Non cucino legumi, li compro sempre già pronti, troppo impazzimento e non ho tempo

3) Si può usare? Ero convinto si dovesse buttare perchè non commestibile

4) La butto perché non so cosa farci

Cosa rispondere?

A chi non li mangia, che i legumi sono un alimento veramente prezioso, ricco di fibre oltre che di proteine vegetali, ne basta una manciata a pasto per avere benefici ed effetto protettivo. Consiglio di mangiarli spesso e in piccole quantità così eviterete anche indesiderati gonfiori. il gonfiore spesso è dovuto a un’ipersensibilità del nostro organismo ad alimenti ricchi di fibre. Per limitare questo effetto è sufficiente non esagerare con le quantità e al limite passarli al passaverdura o frullarli visto che a maggiorparte della fibra si concentra nella buccia.

A chi è convinto che non si possa usare o non sa cosa farci, consiglio di conservare l’acqua di cottura, al limite congelarla se non la si usa subito. Per usarla mettetela sul fuoco, aggiungete ortaggi a piacere, come parti di scarto di porri, cipollotti, carote, sedano, cereali (anche avanzati) e lasciate cuocere per 20 minuti. in questo modo avrete un’ottima zuppa, perfetta anche per la sera più sconsolata. La mia versione preferita però è questa, preparata con la crosta del formaggio e ispirata a un piatto di Bottura.

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#Ecocucina Cotechino di lenticchie e ortaggi 100% vegetale

18 gennaio 2015

Cotechino vegetale

Oltre al nome e all’aspetto in realtà non c’è molto altro in comune con il classico cotechino. Questo infatti, che ha riscosso molto successo con i miei amici (anche tra i più carnivori) in realtà è fatto semplicemente con lenticchie e verdure di recupero. Le verdure sono quelle del brodo che solitamente si scartano e che qui diventano cuore del composto. Provate questo cotechino perché è facile da preparare, è un piatto sano ed economico, ha pochi grassi ed ha un bassissimo impatto ambientale. Sicuramente si meriterebbe il bollino SUPER-ECO.

Ingredienti

150g di Lenticchie secche

120g di Farina di glutine

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

1 spicchio d’aglio

1 cipolla

1 carota

1 gambo di sedano

1 foglia di alloro

Sale e pepe

Cotechino vegetale 2Preparazione

In una pentola mettete abbondante acqua, una cipolla intera e con la buccia, il sedano e la carota, qualche grano di pepe e una foglia di alloro. Portate a ebollizione quindi unite le lenticchie e fate sobbollire fino a quando saranno tenere (circa 35 minuti). Qualche minuto prima che siano cotte unite una manciata di sale. Scolate le lenticchie e le verdure  e conservate l’acqua di cottura per preparare una zuppa. Tenete da parte qualche cucchiaio di lenticchie da usare come guarnizione. Togliete la buccia alla cipolla, quindi frullate le lenticchie e le verdure, lasciando qualche lenticchia intera. Mettete in un contenitore, regolate di sale e impastate con la farina di glutine (quella per fare il seitan istantaneo). Impastate fino ad avere un composto elastico e lavorabile. Se necessario aggiungete qualche cucchiaio dell’acqua di cottura. Lasciate riposare il composto per una decina di minuti, quindi lavoratelo con le mani in modo da dargli una forma a salame/cotechino. Avvolgete il cotechino vegetale in un panno pulito o nella carta da forno e fissate bene le estremità. Mettete in una pentola coperto d’acqua e portate a ebollizione. Potete usare anche il brodo di cottura delle lenticchie. Fate cuocere per 45 minuti circa, quindi spegnete il fuoco, lasciate riposare per una decina di minuti quindi togliete dal panno/carta e affettate. Servite con mostarda, qualche cucchiaio di lenticchie e completate con erba cipollina, un filo d’olio e una macinata di pepe.

La farina di seitan si trova nei negozi di prodotti biologici. Se siete celiaci o semplicemente non la trovate sostituitela con farina di ceci, il cotechino sarà meno elastico ma comunque buono.

Lisca

Meno proteine nel piatto: la rivoluzione a tavola comincia da qui

5 gennaio 2015

piatto

Il miglior proposito per il 2015? Quello che porta benefici alla vostra salute, che vi fa risparmiare, ma che alleggerisce anche la vostra impronta ecologica. Come? È molto semplice, basta CONSUMARE MENO PROTEINE. Ne ho parlato anche in questo articolo per Identità Golose e nel mio talk a TEDxTRENTO.

Siamo tutti preoccupati di non assumerne abbastanza, ci sono addirittura diete che promettono miracoli assumendo solo alimenti che ne sono ricchi. In realtà il problema è assolutamente l’opposto, ovvero non consumarne troppe. Perché assumere troppe proteine fa male?  Perché le proteine, a differenza di carboidrati e grassi sono ricche di azoto e vengono metabolizzate attraverso il fegato e i reni. Un’assunzione eccessiva appesantisce la loro funzionalità, creando un sovraccarico di lavoro. Per questo motivo a lungo andare un’alimentazione iperproteica può portare ad un’acidificazione del sangue e allo sviluppo di gravi patologie.

Secondo il Report Energy and protein requirements della FAO per stare bene e non appesantire l’attività di fegato, reni e altri organi, dovremmo assumere non più di 0,626 g di alimenti proteici (carni, pesci, uova, latticini, legumi) al giorno, per ogni Kg del nostro peso corporeo (circa 50g se pesiamo ad esempio 80kg). Quante proteine mettiamo in realtà a tavola? Probilmente il doppio, visto che la porzione standard di un secondo classico, ad esempio di carne o pesce è di 100g e c’è chi consuma prodotti animali anche due volte al giorno. Non dimentichiamoci inoltre che le proteine sono contenute in tutti gli alimenti, comprese le verdure e il pane seppur in minore quantità e che è molto facile raggiungere la dose consigliata anche senza dover mangiarsi la classica “bistecchina”.

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