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Coltivare Biologico: L’esperienza dell’Azienda Agricola Il Gelso

25 maggio 2010

Domenica, insieme agli amici del GAS LOLA, siamo andati a far visita al nostro produttore di ortaggi: l’Azienda Agricola Il Gelso. Giuseppe nel 1992 ha lasciato il suo lavoro di informatico per dedicarsi a progetti di sostenibilità del territorio. Negli anni ha contribuito alla nascita del Gas di Mezzago e allo sviluppo della cultura del Biologico. Non si è mai accontatentato di vendere i propri prodotti nei mercatini dedicati, ma ha cercato di avvicinare persone sempre diverse, dando la possibilità anche a chi frequentava i mercati di prodotti convenzionali di provare i suoi ortaggi. La differenza c’è, ma non è solo una questione di bontà e qualità. La differenza più sostanziale è nella terra.

 

Anche un occhio/naso non esperto percepisce subito la differenza tra una terra coltivata con metodo biologico e una convenzionale. Il biologico ha come obiettivo la naturale fertilità della terra oltre alla tutela del territorio e della biodiversità.  

Un campo coltivato con metodo biologico si riconosce a prima vista per la presenza di “infestanti”  e per la ricchezza di specie animali e vegetali presenti.

Passeggiando per i campi del Gelso si sentono cantare le rane e come ci raccontano Giuseppe e il socio Nicola ci sono diversi altri anfibi come la biscia nera dal colletto giallo, oltre ad uccelli e una grandissima varietà di insetti. La produzione è molto varia anche se di modeste quantità. Quest’azienda, come altre, da un po’ anni ha deciso di vendere quasi esclusivamente ai GAS, perchè crede nel rapporto di fiducia e scambio che si crea tra un GAS ed i propri produttori. Ovviamente questo funziona al meglio con realtà di piccole dimensioni.

Coltivare con metodo biologico richiede più lavoro manuale rispetto all’agricoltura convenzionale, perchè non il non utilizzo di diserbanti, fitofarmaci, pesticidi, fertilizzanti chimici richiede una maggiore lavorazione della terra, come per la sarchiatura e la zappatura. L’effetto è anche una maggior offerta di occupazione. La resa dei raccolti è sostenibile, così come sostenibile ed equo è il prezzo che viene pagato per i prodotti, naturalmente superiore al prezzo che si paga in un discout o in alcuni mercati dove però è ignota la provenienza dei prodotti.

Camminando tra i filari abbiamo visto le piante da cui nasceranno gli ortaggi che finiranno sulle nostre tavole, abbiamo raccolto e assaggiato asparagi, piselli, cavolo rapa, fragole, fava, lattuga: talmente freschi da essere buoni anche così, senza condimento. Non capita quasi mai il lusso di assaggiare cose che portano ancora il calore dei raggi del sole.

Lisca

One Comment leave one →
  1. 25 maggio 2010 13:39

    Il mio sogno…

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