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Consigli enologici a basso impatto ambientale – da Cinzia Piatti

18 gennaio 2011
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Con questo post inauguro la collaborazione con Cinzia Piatti: d’ora in poi troverete su questo blog anche consigli per l’abbinamento cibo-vino sostenibile.

La mia amica Cinzia si occupa di tematiche legate al cibo e al vino da diversi anni; appassionata di montagna, si sente forte solo dell’ esperienza sul campo che ha accumulato anche all’estero, per il resto ambisce ad una vita sorniona in mezzo ai libri. Non invitatela mai a pranzo fuori per due motivi: primo perchè nonostante tutti gli studi non ha ancora imparato a stare a tavola, e secondo per l’ amore sfrontato per lo Champagne.

 

Disclaimer

Inaugurando questo angolo enologico per i lettori di Ecocucina.org, partiamo con il disclaimer:

– il primo obiettivo è che formiate il vostro gusto personale, imparando a conoscere e riconoscere; quello che troverete qui è solo il mio punto di vista di persona che lavora con il vino e che ha lavorato per molto tempo nella ristorazione, e che dà un suggerimento. Poiché “de gustibus non disputandum est” rammentate che costruisco le mie scelte sulla base dell’esperienza e sulla voglia di provare qualcosa di diverso, ma per fortuna il gusto non è universale (e dopo qualche anno all’estero ti rendi conto di quanto le cose siano sempre relative…);

– poiché il mondo enologico è vasto e il secondo obiettivo è quello di farvi conoscere qualcosa in più e diverso dalle scelte  mainstream, il criterio-guida concordato con Lisa è stato quello di scegliere vini che si avvicinino il più possibile alla filosofia del sito, pertanto qui urge una introduzione.

Principalmente segnaleremo vini prodotti da aziende che non utilizzano diserbanti e/o pesticidi o che ne utilizzano il minimo possibile e che limitano gli interventi in cigna e in cantina, cioè proporreremo vini biologici, biodinamici o naturali (io per comodità li raggruppo in una unica categoria e li chiamo n.o.b.: natural, organic, biodynamic). A tutt’oggi è difficile chiarire al consumatore che non si occupa di vino la differenza delle etichette e delle dizioni in essa riportate. Mettere ordine in questa giungla è possibile e lo faremo man mano, nel frattempo vi basti solo sapere che alcuni dei vini che presenteremo qui potrebbero non avere nessuna certificazione, ma per conoscenza diretta del produttore sappiamo che questo lavora con misure molto più severe di quelle previste dal legislatore. Che è parte della filosofia – quella della fiducia – che muove anche i G.A.S..

– i prezzi praticati dai produttori che fanno vini n.o.b. sono spesso inferiori a quelli dei produttori di vini blasonati, ma superiori a quelli della grande distribuzione (gdo), perché la qualità ha un prezzo superiore ma lo spirito che muove questi produttori non è solo quello del profitto (attenzione, non parliamo di santi benefattori, ma solo di gente che crede che altre scelte siano possibili). Genericamente comunque il prezzo è dato tutto dall’attività produttiva e non da costi diversi quali, ad esempio, promozione e marketing in generale. I prezzi segnalati sono quelli praticati al dettaglio; considerate che possono variare un po’ a seconda della regione in cui vi trovate. Non troverete facilmente questi vini nella gdo, ma più probabilmente in piccole enoteche o da negozianti appassionati. E sapete che qualcuno organizza anche i g.d.a. (gruppi di acquisto) per fare scorta di un buon vino a prezzi umani?

– amo l’Italia ma quando si tratta di vino non riesco a contenermi, quindi è facile che troviate anche  qualche vino straniero; in questo caso saranno vini reperibili in Italia o, se non lo sono, indicheremo un’alternativa, per essere sicuri che questa sia il più possibile una rubrica utile, vicina all’idea di crescita;

– Dimenticate ogni dogmatismo: fate i talebani solo quando si tratta di qualità e siate pertanto inflessibili, ma non obbedite a nessuna regola ferrea che non sia dettata dalla conoscenza e dall’esperienza diretta. Non esiste un vino che vada bene per un solo piatto: mi prendo la libertà di raccomandare quanti vini voglio quando voglio e di ripeterli; la cucina non è un regno statico, men che meno lo è il gusto che si sprigiona dall’assemblamento di ingredienti diversi tra loro.

E dopo la solfa, mano al cavatappi.

2 commenti leave one →
  1. 14 febbraio 2011 17:58

    .Un libro un amico una bottiglia di vino .ti danno la felicita . Moliere .Che importanza avrebbe conoscere anche tutti i vini del mondo se poi di fronte al problema di scegliere il piu indicato per un piatto ci si trovasse impreparati..Questa breve mini serie di articoli non ha la presunzione di formare i lettori facendo loro acquisire tutte le conoscenze tecniche necessarie per poter effettuare abbinamenti cibo-vino perfetti a prova dei migliori sommelier ma semplicemente vuole fornire agli amanti della tavola le nozioni fondamentali per imparare a godere in maniera maggiore dei piaceri che la cucina ci offre.. .E quello che piu di tutti si ispira alla secondo il quale i piatti ed i vini locali vengono abbinati tra loro seguendo abitudini tramandate di generazione in generazione..Questo e un tipo di abbinamento che si e creato per necessita poiche un tempo le disponibilita erano limitate era quindi necessario utilizzare i prodotti locali facilmente reperibili..

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