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Meno proteine nel piatto: la rivoluzione a tavola comincia da qui

5 gennaio 2015

piatto

Il miglior proposito per il 2015? Quello che porta benefici alla vostra salute, che vi fa risparmiare, ma che alleggerisce anche la vostra impronta ecologica. Come? È molto semplice, basta CONSUMARE MENO PROTEINE. Ne ho parlato anche in questo articolo per Identità Golose e nel mio talk a TEDxTRENTO.

Siamo tutti preoccupati di non assumerne abbastanza, ci sono addirittura diete che promettono miracoli assumendo solo alimenti che ne sono ricchi. In realtà il problema è assolutamente l’opposto, ovvero non consumarne troppe. Perché assumere troppe proteine fa male?  Perché le proteine, a differenza di carboidrati e grassi sono ricche di azoto e vengono metabolizzate attraverso il fegato e i reni. Un’assunzione eccessiva appesantisce la loro funzionalità, creando un sovraccarico di lavoro. Per questo motivo a lungo andare un’alimentazione iperproteica può portare ad un’acidificazione del sangue e allo sviluppo di gravi patologie.

Secondo il Report Energy and protein requirements della FAO per stare bene e non appesantire l’attività di fegato, reni e altri organi, dovremmo assumere non più di 0,626 g di alimenti proteici (carni, pesci, uova, latticini, legumi) al giorno, per ogni Kg del nostro peso corporeo (circa 50g se pesiamo ad esempio 80kg). Quante proteine mettiamo in realtà a tavola? Probilmente il doppio, visto che la porzione standard di un secondo classico, ad esempio di carne o pesce è di 100g e c’è chi consuma prodotti animali anche due volte al giorno. Non dimentichiamoci inoltre che le proteine sono contenute in tutti gli alimenti, comprese le verdure e il pane seppur in minore quantità e che è molto facile raggiungere la dose consigliata anche senza dover mangiarsi la classica “bistecchina”.

Un’altra cosa su cui riflettere è il fatto che i legumi nella cucina italiana siano percepiti come contorno e mai come piatto principale mentre si tratta di un alimento altamente proteico che meriterebbe un posto di maggiore rilievo nel menu di casa come in quello dei ristoranti. Ma c’è qualche ristorante che mette in carta piatti di legumi nella lista dei secondi? Io non ne ho ancora trovati, eppure non è così difficile preparare un piatto di fagioli, lenticchie, ceci, cicerchie che non sia un primo (sotto forma di zuppa) o un contorno? Dovrebbe essere una sfida capace di stuzzicare gli chef più innovativi e ambiziosi, soprattutto visto che si parla sempre più spesso di alimentazione sostenibile e ricerca per piatti con un minore impatto ambientale. perché non ricominciare da verdure, cereali e legumi? Magari tra dieci anni ci arriveremo, ma perché non cominciare da subito almeno a casa nostra?

Per controllare quante proteine mettiamo nel piatto imponiamoci un piccolo cambio di abitudini e proviamo a riconsiderare le porzioni classiche. Cominciamo con il ridurre di almeno il 10% la quantità di carni, pesci, latticini, uova e salumi che mettiamo a tavola. Mangiamone un po’ meno, abbondando invece con verdura fresca e di stagione.

meno proteine

Un piccolo cambiamento di molti è più efficace di un cambio drastico da parte di pochi. Non penso sia una cosa che stravolga più di tanto le proprie abitudini ma che richiede un piccolo sforzo, almeno all’inizio. A casa basta pesare il cibo o al limite fare a occhio, al ristorante si può chiedere la mezza porzione dei secondi, in alternativa dividere il piatto con qualcuno o optare per il piatto unico che di solito è più bilanciato.

Perché è così importante? In primo luogo perché il beneficio più importante è per la nostra salute. Mangiare troppi alimenti ricchi di proteine fa male ed è un vero spreco di risorse naturali.

Se consideriamo poi che per la maggior parte di noi consumare proteine si traduce in prodotti animali, abbiamo come ulteriore conseguenza anche una domanda di prodotti altamente inquinanti che potremmo evitare. Un minore consumo di carni, in particolare, potrebbe avere un decisivo effetto sull’ambiente perché potrebbe portare a un ridimensionamento di allevamenti intensivi con conseguente minore emissione di gas serra, minor consumo di suolo fertile e di acqua potabile, in sintesi riduzione dell’inquinamento, minore produzione di reflui inquinanti, odori molesti, minor consumo da parte degli animali di prodotti vegetali che potremmo destinare alla nostra alimentazione.

Cominciamo noi in questo nuovo anno 2015 (l’anno di Expo!), diventiamo i pionieri di questa piccola rivoluzione e diffondiamola alle persone che conosciamo. Basta con le diete iperproteiche e con il modo di mangiare a cui siamo abituati da sempre.

È il momento di cambiare.

Buon anno a tutti.

 Lisca

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